Blog: 4 segreti per scrivere un post di successo

Sarebbe bello scrivere tutti i giorni un post di successo, ma chi adotta una strategia di content marketing si accorge sin dai primi tempi che alcuni post hanno più seguito di altri. Le variabili e le motivazioni possono essere tante, ma sembra proprio che solo un post su cinque ce la faccia.

Alle volte l’odore di fallimento possiamo respirarlo già nella fase di ideazione dei contributi perché non siamo sufficientemente convinti di quello di cui andremo a parlare. O magari in una fase successiva, quando ci rendiamo conto che quello che era interessante per noi non era altrettanto interessante per il nostro pubblico. E Google Analytics ce lo farà notare impietosamente.

Tanti fattori concorrono a determinare un modesto risultato di un post: talvolta siamo stati affrettati, incerti dei nostri obiettivi, o semplicemente indecisi su quello che il nostro target desidera. Altre volte forse non abbiamo avuto sufficienti argomentazioni o conoscenza del tema. Tutte queste variabili possono incidere sulla qualità dei contenuti che produciamo, e quindi pregiudicarne la diffusione.

Ecco i segreti per puntare solo sugli articoli che il pubblico vuole e di conseguenza aumentare le probabilità di successo.

1. Il sudore di Edison e le cartelle di Calvino

Mi torna in mente una frase di Thomas Edison, che recitava così: “Il segreto del mio successo? 1% ispirazione, 99% traspirazione”. Insomma, prima di arrivare alla lampadina accesa del buon vecchio Edison, c’è sforzo e sudore, tentativi e ancora tentativi.

Per ordinare le nostre idee prendiamo spunto da quello che era il metodo di Italo Calvino. Per il celebre scrittore italiano l’officina del racconto si metteva in moto solo quando il materiale raccolto aveva raggiunto un certo “spessore”. Nella Presentazione a “Le città invisibili” scrive:

“Il libro è nato un pezzetto per volta, a intervalli anche lunghi, come poesie che mettevo sulla carta, seguendo le più varie ispirazioni. Io nello scrivere vado a serie: tengo tante cartelle dove metto le pagine che mi capita di scrivere, secondo le idee che mi girano per la testa, oppure soltanto appunti di cose che vorrei scrivere. Ho una cartella per gli oggetti, una cartella per gli animali, una per le persone, una cartella per i personaggi storici e un’altra per gli eroi delle mitologie; ho una cartella sulle quattro stagioni e una sui cinque sensi; in una raccolgo pagine sulle città e i paesaggi della mia vita e in un’altra città immaginarie, fuori dallo spazio e dal tempo. Quando una cartella comincia a riempirsi di fogli, comincio a pensare al  libro che ne posso tirar fuori”.

Lo scrittore Italo Calvino tiene in mano una sfera di cristallo
Lo scrittore Italo Calvino

Oggi possiamo mettere ordine tra appunti vari, link, illuminazioni varie ricorrendo ad app come Evernote.

Magari non tutti gli appunti diventeranno subito dei post, alcuni argomenti avranno bisogno di un po’ di tempo in più per essere sviluppati. Alcuni appunti forse non si trasformeranno mai in un post, oppure verranno presi in prestito per creare contenuti su un altro tema. Nel dubbio annotate sempre tutto quello che ritenete utile o interessante.

2. Prenditi il tuo tempo per progettare un post di successo

Se i panettieri mettessero in forno delle pagnotte non ancora perfettamente lievitate manderebbero a monte il lavoro di una notte intera. Lo stesso accade, con i dovuti distinguo, nel content marketing.

Un errore comune è correre dalla fase di ideazione a quella di realizzazione. Ci siamo passati tutti. Questo succede perché abbiamo delle scadenze ravvicinate, oppure perché non ci rendiamo conto di quanto sia complesso o importante l’argomento che stiamo maneggiando.

Di solito si spendono 15 minuti per farsi venire un’idea e tre ore per scrivere un post. Così accade che l’idea non è sufficientemente a fuoco, e ci ritroviamo a sprecare tre ore e 15 minuti.

Se si potesse estendere ad un’ora il tempo impiegato per l’ideazione, e spendere sempre tre ore a scrivere l’articolo, le probabilità di pubblicare un buon post si alzerebbero. A questo punto quei 45 minuti di lavoro extra saranno guadagnati.

Investire sull’ideazione del contenuto e la sua coerenza non è mai una perdita di tempo, soprattutto se lo scopo è realizzare un post di successo.

Chiedi informazioni

Scegli uno dei i nostri piani di content-performance marketing

Scopri

3. Non infatuarti della tua idea

Quando abbiamo un’idea la tentazione più grande da cui ci dobbiamo guardare è di affezionarci troppo a quell’idea. È un errore che fanno molti copywriter: realizzare un contenuto che piaccia solo alla testa che l’ha pensato.

Capita davvero un po’ a tutti, me compreso, di sviluppare un’idea perché ci appare davvero magnifica. La viviamo come un’infatuazione. A tal proposito mi viene in mente un bel volume di David DiSalvo, un divulgatore scientifico che si è occupato molto di psicologia e neuro-fisiologia. In “Cosa rende felice il tuo cervello (e perchè devi fare il contrario)” spiega come “Quello che i nostri cervelli vogliono non è necessariamente ciò di cui hanno bisogno. Cose che rendono il nostro cervello “felice” possono portare, infatti, ad enormi errori di giudizio”.

Come sottolineato da Wray Herbert nella sua prefazione al volume:

“Tutti noi ci affidiamo in continuazione a copioni e stereotipi, sfruttandoli come efficaci scorciatoie per risparmiare tempo ed energie mentali. Tuttavia possono alterare la nostra capacità di giudizio”.

Quindi, parafrasando, ciò che rende felice il nostro cervello non è detto che sia quello che rende felice i nostri lettori. Per economia cognitiva siamo portati a creare piccole variazioni su temi che ci piacciono. Dall’altro lato siamo portati ad evitare l’approfondimento su argomenti che sono distanti dai nostri interessi. Ecco perché chiedere un feedback può essere una buona soluzione che ci allontana dal rischio di fare un soliloquio.

contenuti autocelebrativi, una donna allo specchio

I feedback sugli argomenti che interessano più al nostro pubblico di riferimento li possiamo chiedere a tutti quei tool che ti ho segnalato in un post dedicato al blocco dello scrittore.

Mentre per feedback più rapidi possiamo affidarci ad un gruppo di persone autorevoli nel settore di cui ci occupiamo, chiedendo cosa gli interesserebbe leggere, e quali domande eventualmente avrebbero da porre. Potrebbero darci un punto di vista molto utile per elaborare contenuti che siano realmente utili.

4. La frontiera dell’altrimenti

Un po’ come accade per la letteratura scientifica, scrivere un nuovo post, realizzare un podcast, creare un video deve avere un altro grande obiettivo, oltre a quello di far conoscere il tuo brand. Stiamo parlando di innovare le conoscenze.

Insomma, un po’ tutti siamo stanchi d’imbatterci in post che sono la copia di tanti altri. Da lettori cerchiamo quel qualcosa in più che altri non ci hanno detto. Così, quando siamo in fase di ideazione, ricordiamoci che dobbiamo realizzare un contenuto che sia migliore di tutti quelli già presenti in Rete sull’argomento.

Il migliore non significa il più esaustivo. Nessuno su Internet ha tempo o voglia di sorbirsi trattati e l’economia dell’attenzione è davvero difficile da gestire. Migliore significa quello che in un numero ragionevole di parole possiamo dire quello che altri non hanno detto, o dir meglio e in modo più chiaro quello che già è stato detto.

Facciamo un esempio pratico. Devo scrivere un post su quali siano le ragioni che determinano il successo di un post all’interno di una strategia di content marketing. Mi metto alla ricerca di fonti attendibili in materia. Non mi limito alla prima pagina di Google, vado se necessario alla seconda, alla terza. Cerco nella “letteratura” anglofona. Poi mi appunto tutti quei passaggi che ritengo migliori. Su questi punti imbastisco l’ossatura del mio post, in più aggiungo tutta una serie di elementi che arrivano dalla mia esperienza o visione del mondo. Questi dettagli saranno la tua firma a quel contenuto e lo renderanno riconoscibile tra decine di altri simili.

“Le cose sono come sono, ma potrebbero benissimo essere altrimenti”

Scriveva Robert Musil, uno scrittore austriaco che ha rivoluzionato il primo Novecento. “Altrimenti” è tuo contributo, è la frontiera su cui ti muovi. Quella finestra da cui far emergere il valore del tuo brand, la sua diversità.

E tu quali processi segui per garantire alte probabilità di successo ai tuoi contenuti? Ci piacerebbe leggere la tua opinione nei commenti.

Profile photo of Giuseppe Flavio Pagano
Giuseppe Flavio Pagano

Lascia un commento

avatar