Haier, un web magazine al centro di una strategia integrata di content marketing sul vino

content marketing vigna

Il content marketing continua a fare proseliti tra i brand di successo. E in questo blog amiamo mettere in vetrina e raccontare le scelte di aziende che vanno in una certa direzione, quella che piace a noi di DAO Content, anche quando i progetti li commissionano ad altri… Come è il caso di una iniziativa di Haier, in cui ci siamo imbattuti abbastanza per caso, ma che ha subito catturato il nostro ‘disinteressato interesse’ di cultori e dispensatori di contenuti orientati alle performance. 

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Il brand secondo Luca De Biase: una promessa da mantenere…

brand

Cos’è un brand? Tante risposte possibili, una certezza: non è solo un prodotto o un servizio. Un marchio è una e molte storie, un sistema di valori, una filosofia, una visione, un percorso, un dialogo continuo con i consumatori e col mercato…

… Ma soprattutto una promessa da mantenere

In che senso? Lo spiega da par suo Luca De Biase in questo post pubblicato recentemente sul suo seguitissimo blog, per rispondere a un panel sull’argomento organizzato al Festival del Giornalismo, conclusosi il 15 aprile scorso a Perugia. De Biase parla di innovatori, individuandoli in coloro che hanno compreso l’importanza del content marketing di qualità, ovvero di stare sul mercato creando cultura e informazione puntando su contenuti non qualsiasi ma di valore, con un respiro ampio, senza aspettarsi risultati immediati. Chi ha capito tutto questo e lavora in tal senso è sulla buona strada per offrire un futuro radioso al proprio brand…

Food content marketing: 3 suggerimenti per i brand alimentari

“Non si sa di nessuno che sia riuscito a sedurre con ciò che aveva offerto da mangiare, ma esiste un lungo elenco di coloro che hanno sedotto spiegando quello che si stava per mangiare”

(Manuel Vàzquez Montalbàn – scrittore e gastronomo spagnolo)

 

E molto più lungo e in continuo aggiornamento – ci permettiamo di aggiungere noi – è l’elenco di coloro che cercano informazioni sul cibo in rete.

Insomma, il nostro ‘appetito’ – tanto per stare sul pezzo – per i contenuti legati all’alimentazione è più grande che mai: video-ricette, recensionitutorial culinari, rivisitazioni originali di piatti tradizionali, creati spesso dagli utenti stessi, spopolano sul web. E anche i grandi marchi del food, a partire da quelli USA che hanno iniziato da diverso tempo, stanno facendo ampio ricorso a questo tipo di contenuti.

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A cosa destinare la gran parte del budget a disposizione per il marketing?

marketing laptop

Tra le risposte possibili alla domanda posta nel titolo ce n’è una che supera ormai le altre per distacco: ai contenuti di valore. A dirlo sono i dati di tutte le ultime rilevazioni sul tema. La creazione di contenuti è diventato negli ultimi anni di gran lunga l’obiettivo principale per chi si occupa professionalmente di strategie di marketing in tutto il mondo.

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Meglio postare in un blog o pubblicare su Facebook per un brand?

blog

Aggiornare una pagina business di Facebook e curare un blog aziendale, a prima vista, sono cose molto diverse. Le aziende possono avere successo facendo solo l’una o anche l’altra cosa, ma la maggior parte di loro si afferma e resta in alto facendole entrambe. Tuttavia, la domanda del titolo resta in piedi. Cerchiamo di non lasciarla inevasa spiegando e argomentando il più possibile perché secondo noi al blog, se hai un’azienda, non puoi proprio rinunciare, anche se puoi contare su una pagina Facebook di successo.

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Che cosa significa il nuovo algoritmo di Facebook per il digital marketing

algoritmo di Facebook

Ha fatto molto discutere nel mondo del digital marketing il recente annuncio di Zuckerberg di un nuovo algoritmo di Facebook che privilegerà i post degli amici rispetto a quelli delle pagine di business e informazione. Appare evidente che si tratti di un passo deciso verso il pay-to-play, cioè non solo un modo di dare maggiore visibilità ai contenuti migliori, quelli più ‘sociali’ per intenderci, e che generano più interazioni, ma una strategia volta a forzare le pagine editoriali e dei brand a investire più denaro in cambio di maggiore visibilità.

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Influencer marketing: 5 trend da conoscere e qualche dritta per il 2018

influencer marketing

L’influencer marketing è sempre più popolare nel mondo e, tra nuovi trend, qualche conferma e alcune insidie per i marketer meno avveduti, continuerà a crescere anche nel 2018.

Le ragioni di questo successo sono molteplici, ma le principali sono certamente la versatilità delle campagne (questo tipo di marketing funziona per ogni azienda in qualunque settore) e la natura non invasiva dei messaggi.

Ecco cosa aspettarsi nel corso del prossimo anno a livello di nuove tendenze. Adeguarsi in fretta e con qualche accorgimento può fare la differenza per una strategia vincente di influencer marketing.

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Il futuro prossimo dei contenuti: le performance prima di tutto

contenuti

Creare una migliore esperienza per il cliente: su questo obiettivo complessivo dovrebbero essere focalizzati tutti i contenuti dei brand. E combinando SEO e content marketing, engagement, hyperlocal, ricerca vocale e machine learning, il risultato può essere raggiunto con maggiore facilità e velocità, oggi e ancor di più nei prossimi anni.

Adattandosi al modo in cui le persone ricercano e ‘consumano’ i contenuti, è più agevole anticipare le tendenze e fornire i contenuti di cui il pubblico ha bisogno, nel modo in cui ne ha bisogno, e arrivare prima della concorrenza.

Il content marketing da solo non basta più. I brand hanno bisogno di rientrare degli investimenti in tempi più rapidi. A confermarlo è un sondaggio tra 252 responsabili marketing di aziende presenti nella lista Fortune 500 (classifica delle maggiori società statunitensi), condotto da BrightEdge.

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Content marketing vs pubblicità: vince il primo e continua a crescere [ricerca PQ Media]

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Che il content marketing stia conquistando un posto di assouto rilievo nelle strategie di comunicazione e promozione delle aziende è un fatto acquisito e incontrovertibile, così come è ormai dimostrato da diverse rilevazioni che abbia superato la pubblicità tradizionale in termini di ricavi. E le previsioni lo vedono ancora in forte ascesa.

Una delle ultime ricerche in proposito è la Global Content Marketing Forecast 2017, a cura di PQ Media e pubblicata su MarketingCharts lo scorso agosto, che prevede ricavi in crescita a livello globale di oltre il 14% fino al 2021. La rilevazione è stata condotta su aziende specializzate nella creazione di contenuti (sono escluse le attività gestite internamente dai brand e le attività di Digital PR esterne).

Il 2016 ha visto salire i ricavi del content marketing nel mondo del 14,4%, tasso simile nel 2017 che porterà i ricavi totali a fine anno a 28 miliardi di dollari, con una proiezione di crescita del 14,6% che farebbe raggiungere i 32,1 miliardi nel 2018. E tale tasso dovrebbe mantenersi  costante per gli anni successivi, fino al 2021 appunto. Questo livello d’incremento pone la resa dei contenuti ben al di sopra di quella pubblicitaria, stimata in circa il 5% all’anno nel medesimo periodo.

Nella ricerca PQ Media il content marketing viene definito come una piattaforma di marketing alternativa che si rivolge a un pubblico specifico con contenuti correlati agli interessi, alle convinzioni e alle esigenze del target. Si differenzia dal product placement, un canale di intrattenimento di marca, in quanto i messaggi di marketing dei contenuti sono sponsorizzati esclusivamente dai marchi in un prodotto stand-alone, mentre il product placement è incorporato in contenuti esistenti, come i programmi TV che dovrebbero essere prodotti indipendentemente da eventuali posizionamenti a pagamento “.

Dimensioni del mercato

La proiezione dei ricavi da content marketing si basa su un’analisi dei ricavi puri; in altre parole, i ricavi generati da società specializzate nel content marketing (come dicevamo sopra) lavorando su campagne commissionate loro dai brand.

Considerate le proiezioni, entro la fine di quest’anno, si prevede che i ricavi del content marketing globale saranno più che raddoppiati rispetto al 2011 ($ 15,2 miliardi). Se si considera anche che nel valutare le dimensioni del mercato è stata esclusa la spesa interna dei brand (come i costi di produzione e distribuzione), si capisce come, includendola, ci troveremmo di fronte a un mercato più vasto. Se poi si considerasse il content marketing sviluppato da altre piattaforme, come le aziende di pubbliche relazioni, arriveremmo a dimensioni ancora maggiori.

Canali principali del content marketing

Il rapporto offre ulteriori approfondimenti sui canali in cui il content marketing viene maggiormente utilizzato, soffermandosi sui più grandi e in più rapida crescita, alcuni dei quali sono evidenziati di seguito:

1. Brand press e magazine digitali sono i canali che hanno ottenuti margini di ricavo più alti nell’ultimo anno.

2. Canali digitali

Quest’ultimo ambito è suddiviso in modo abbastanza uniforme tra:

– webinar e presentazioni aziendali;
– contenuti social e visual della marca;
– case study;
– contenuti per dispotivi mobili;
– app.

Nell’ultimo anno i contenuti per dispositivi mobili e le app sono cresciuti maggiormente rispetto a webinar e presentazioni.

Canali non testuali

Da non dimenticare che nelle attività di content marketing rientrano anche quei canali (on e offline) che pur non servendosi di contenuti testuali, contribuiscono a creare interesse tra gli utenti. In questo senso non si possono non considerare eventi, dvd video, branded games e tools, ecc.

Lo scorso anno, gli eventi sponsorizzati hanno fatto registrare quasi la metà dei ricavi tra i contenuti non testuali, ma i ricavi sono aumentati più rapidamente per i giochi e i tool brandizzati.

Gli Stati Uniti restano il più grande mercato

Gli Stati Uniti sono il più grande mercato pubblicitario al mondo, e sono saldamente in testa anche nel mercato del content marketing, seguiti dalla Germania. A completare il quintetto di testa ci sono Giappone, Regno Unito e Francia. L’Italia resta attardata, ma qualcosa si muove…

Mentre a livello di tassi di crescita lo scorso anno erano Corea del Sud, Brasile, Argentina, Canada e Cina, a guidare il plotone, con gli Stati Uniti abbastanza indietro, in sedicesima posizione.