Come funziona l’algoritmo di Instagram: i 7 fattori chiave

Il nuovo algoritmo di Instagram ha compiuto già un anno di rodaggio, ma tutt’ora rimangono molti dubbi su come effettivamente funzioni. Come già saprete, nella primavera nel 2016 fu lanciata la prima sperimentazione su larga scala di un feed organizzato secondo un ordine di rilevanza dei contenuti, invece di quello cronologico.

È stato accolto all’esordio con un certo smarrimento misto a frustrazione da molti utenti e brand, in quanto Instagram con l’adozione del nuovo algoritmo diventava sempre più simile al “fratello maggiore”, Facebook, penalizzando la portata organica delle foto e dei video, con il chiaro intento di spingere verso le inserzioni e verso una maggiore permanenza sull’app.

Non sono mancate le proteste da parte degli utenti, con tanto di hashtag #RIPInstagram, e poi una corsa verso l’attivazione delle notifiche. Un po’ tutti erano d’accordo sul fatto che con questo nuovo feed la piattaforma avrebbe perso quella connotazione d’istantaneità che l’aveva da sempre caratterizzata. Ma dall’altro lato si è trattato di un cambiamento necessario, visto il numero crescente di utenti – oggi nell’ordine di 700 milioni -, e la mole imponente di contenuti postati ogni giorno che rischiavano di perdersi nell’ordine cronologico.

Una mano tiene in mano un cellulare che mostra il feed di Instagram

Come funziona il nuovo algoritmo di Instagram? 

È una faccenda piuttosto complicata, perché Facebook stesso non ha mai svelato tutti i particolari che regolano la successione del feed. Tuttavia, ho provato ad incrociare più fonti autorevoli in materia, così da stilare un elenco di fattori che risultato determinanti per influenzare cosa vedrete sul vostro feed ogni giorno.

Ecco una rapida panoramica:

  1. Engagement: quanto il post è popolare
  2. Rilevanza: il genere di contenuto a cui sei interessato e quanto hai interagito con questo
  3. Relazioni: gli account con cui interagisci più spesso
  4. Tempestività: quanto sono freschi i contenuti che hai postato
  5. Ricerche profilo: quali sono gli account che cerchi più spesso
  6. Condivisioni dirette: quali sono i post che si condividono
  7. Tempo trascorso: il tempo che impieghi a visualizzare un post

Andiamo adesso a scoprirli uno ad uno nel dettaglio.

Engagement

Secondo Michael Stelzner, CEO e fondatore di Social Media Examiner, quando una persona o un brand pubblica un post, l’algoritmo di Instagram mostra il contenuto ad un’audience campione, vedendo poi come il pubblico reagisce. Se il pubblico reagisce positivamente al post nell’immediato, con un like rating elevato, l’algoritmo mostrerebbe il contenuto a più persone. Tutto questo si svolge nei primi minuti che seguono alla pubblicazione di una foto o un video.

Ciò implica che un post con più engagement risalga a posizioni più elevate sul tuo feed. I tipi di azione che l’algoritmo di Instagram calcola possono includere like, commenti, visualizzazioni video, azioni (tramite messaggio diretto), salva, visualizzazioni stories, e visualizzazioni video dal vivo.

Se qualcuno che segui ha interagito con un post, Instagram potrebbe anche supporre che tu possa essere interessato a quel post e lo include nel tuo feed.

Questo non significa che il feed diventa una sorta di parata in cui appaiono solo le foto con più like. Un portavoce di Instagram aveva già detto a Business Insider che post con meno interazioni, ma che sono più rilevanti per voi, possono ancora apparire nella parte superiore del feed.

Rilevanza

Come fa l’algoritmo di Instagram a sapere cosa è rilevante per te e piazzarlo nelle prime posizioni del feed?

La piattaforma riesce a riconoscere il genere di contenuti (ad esempio viaggi, cibo, moda, sport, ecc) con cui hai interagito più spesso in passato, e a riproporli tra quelli che vediamo ogni giorno. Quindi ritiene probabile che certi temi saranno ancora di nostro gradimento.

Con il livello di tecnologie di riconoscimento foto in uso oggi, credo che sia possibile per l’algoritmo classificare i post in semplici generi, come travel, food, fashion, e molto altro ancora – passando ad ambiti più circoscritti, come street photography, bianco e nero, etc. L’algoritmo potrebbe anche guardare gli hashtag utilizzati.

Se c’è un certo genere di contenuti con cui interagiamo con maggiore frequenza (ad esempio food), Instagram potrebbe classificare quel genere (ad esempio alimenti, ristoranti, ecc) in posizione più elevata nel tuo feed.

Relazioni

Proprio come accade per Facebook, Instagram non vuole farti perdere i post di amici e parenti. Ciò implica che i contenuti pubblicati dai tuoi “migliori amici” probabilmente avranno posizioni più elevate sul tuo feed.

Dal momento che Instagram è di proprietà di Facebook, Instagram potrebbe usare i dati da Facebook per determinare le tue cerchie – famiglia, amici, compagni di scuola, colleghi, etc. Inoltre l’algoritmo di Instagram studia anche le interazioni passate per determinare i “migliori amici”.

In un discorso sulla progettazione e l’implementazione dell’algoritmo Instagram, Thomas Dimson, un ingegnere del software di Instagram, ha suggerito il modo in cui è possibile individuare le persone che ti interessano:

  • Le persone i cui contenuti ti piacciono di più (possibilmente includendo stories e video live)
  • I contatti con cui scambi messaggi diretti
  • I contatti che cerchi più spesso
  • Persone che conosci nella vita reale

Anche se questi non fossero i criteri esatti utilizzati dall’algoritmo di Instagram, ti danno un suggerimento su come Instagram probabilmente considera gli account con cui interagisci spesso come “le persone che ti interessano”, e gli darà perciò una visibilità maggiore.

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Tempestività

Un altro fattore chiave è la tempestività, cioè quanto è fresco il contenuto che stai vedendo. 

Instagram ti fa visualizzare i messaggi che sono più recenti e, di conseguenza, più rilevanti. Una cosa pubblicata la scorsa settimana potrebbe non interessare tanto quanto un contenuto caricato un’ora fa. Perciò Instagram ti mostrerà i post più recenti, piuttosto che i post di alcuni giorni fa – anche se il post più vecchio aveva ricevuto un sacco di interazioni in termini di like e commenti.

Ciò implica che i post più recenti hanno dei margini ancora ampi per conquistarsi un rango più elevato nel tuo feed e che il timing di pubblicazione è ancora rilevante.

Sembra inoltre che l’algoritmo di Instagram ri-ordini solo i nuovi post tra la visita attuale e la tua ultima apertura dell’app.

Cioè significa che è ancora una buona scelta quella di pubblicare nelle fasce orarie in cui i tuoi followers sono più attivi ma c’è meno concorrenza quanto a nuove pubblicazioni.

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Ricerche profilo

Un portavoce Instagram ha detto a Business Insider che le ricerche di profilo sono un fattore a cui l’app guarda quando classifica i post nel tuo feed. Se cerchi (regolarmente) alcuni profili è un segnale che sei  interessato ai post di quell’account, che magari ti sei perso sul tuo feed.

Instagram quindi classifica i post di quel profilo in alto, in modo che non ci sia più bisogno di cercarlo per vedere i nuovi post, migliorando così l’esperienza d’uso.

Thomas Dimson l’aveva anche ricordato nel suo discorso sottolineando che, da quando è stato sperimentato il nuovo algoritmo, il numero di ricerche profilo su Instagram è calato sensibilmente. Fatto interpretato come un buon segno perché significa che le persone stanno vedendo i post a cui sono interessati, senza dover ricercare i loro profili preferiti.

Condivisioni dirette

Instagram ha reso davvero facile agli utenti condividere con i propri contatti un post che vedono sul feed , ora non solo più esclusivamente all’interno dell’app ma anche attraverso piattaforme come Messenger e WhatsApp. Secondo l’articolo di Business Insider, le condivisioni rappresentano un altro segnale con cui Instagram interpreta i tuoi interessi.

Ci sono due corollari a quest’evidenza. Primo: la condivisione di un post dimostra che probabilmente sei interessato ai messaggi di quell’account. L’algoritmo di Instagram reagisce perciò di conseguenza nel posizionarlo più in alto.

Secondo: Instagram potrebbe anche prendere in considerazione le persone con cui hai condiviso il post. Quindi, entrando nella psicologia dell’algoritmo, l’atto di condividere un post con un’altra persona informa Instagram che ti interessa anche il ricevente di quel messaggio.

Tempo trascorso

Non è escluso che ci siano alcune somiglianze con l’algoritmo che regola il News Feed di Facebook, in quanto l’obiettivo di entrambi gli algoritmi è quello di mostrare i post che interessano di più.

In particolare Facebook ha scoperto che se “le persone trascorrono molto più tempo su un post, in particolare nel News Feed, rispetto alla maggior parte delle altri post che guardano, questo è un segno che il contenuto è di loro interesse”, anche se non commentano o non interagiscono con esso.

Se questo fattore fosse incluso nell’algoritmo di Instagram, significherebbe che contenuti simili o provenienti dalla stessa fonte sarebbero piazzati più in alto.

Anche se non ve n’è conferma, appare molto probabile che sia così.

Ci sono altri fattori?

Probabilmente ci sono decine di altri fattori che l’algoritmo Instagram considera, e a cui dà un peso via via differente. Come è noto l’algoritmo cambia costantemente per dare ai propri utenti la “migliore esperienza possibile”Per inciso, l’algoritmo di Facebook tiene conto di centinaia di fattori diversi.

Stef Lewandowski di Makelight ha messo insieme un elenco di altri elementi che l’algoritmo potrebbe prendere in considerazione. Ma si tratta di più che altro di voci di corridoio , che non sembra essere fondato su notizie certe:

  • Quanto regolarmente si apre l’applicazione
  • Quanto regolarmente si posta
  • Quanti like un’immagine ha in totale
  • Il like-rate di un contenuto recente
  • Quanto è vecchia l’immagine
  • Se il post è un video
  • Se un’immagine proviene da un account “business” rispetto ad uno normale
  • Quanto è stata attiva l’immagine oggi e quanti like e commenti ha generato
  • Quante immagini di quell’utente hai commentato o hai likato di recente
  • Quanti hashtag ha l’immagine

Sempre secondo Lewandowski, potremmo anche sederci ad un tavolo con il team Instagram e pochissimi sarebbero in grado di dirvi “esattamente” quali sono le voci che prendono in considerazione.

A questo dobbiamo aggiungere che ci sono micro-aggiustamenti e micro-test che vengono fatti nel brevissimo periodo, di cui il grande pubblico ignora l’esistenza, e di cui Instagram ha tutto l’interesse a non parlare.

Conclusioni

Tutti abbiamo constatato un calo dell’engagement, e alcuni l’hanno presa peggio di altri. Tuttavia va riconosciuto, almeno per quanto riguarda i brand, che la nuova organizzazione del feed ha comportato almeno due risultati positivi. Il primo è che i followers realmente interessati ad un marchio possono trovare gli aggiornamenti in cima ai risultati. Il secondo è che i marchi non postano più tante volte al giorno, ma sono incoraggiati a postare solo il loro miglior contenuto. Brand con contenuti migliori, nel complesso si distingueranno più facilmente ora che ai tempi dell’ordine cronologico.

Poi alcuni hanno tentato di aggirare l’algoritmo con mezzi più o meno leciti, ma questo ve lo racconterò la prossima volta.

 

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Giuseppe Flavio Pagano

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