I contenuti interattivi guidano il futuro del web

Arrivano indicazioni interessanti da un nuovo studio del Content Marketing Institute (CMI) focalizzato sulla diffusione dei contenuti interattivi e sui risultati che i content marketers stanno ottenendo attraverso il loro uso. La ricerca, intitolata ‘Deliver Peak Experiences from Interactive Content’si basa su un campione casuale ottenuto selezionando gli intervistati da un elenco di 20.000 responsabili di strategie aziendali di content marketing.

Il primo dato rilevante è che la maggioranza di coloro che producono e offrono contenuti (53%) sta già facendo largo ricorso all’interattività e che la percentuale è nettamente superiore (65%) a livello aziendale. Altro dato significativo è che il 75% degli intervistati ha intenzione di aumentare l’uso di contenuti interattivi entro il 2016.

Ecco alcuni degli altri risultati interessanti della rilevazione:

  • l’81% degli interpellati dichiara che i contenuti interattivi sono più efficaci nella fase delicata di ‘cattura dell’attenzione’;
  • il 79% ritiene che i contenuti interattivi rafforzino i messaggi dei brand quando combinati con strumenti di marketing tradizionali;
  • il 79% afferma che i contenuti interattivi hanno anche un valore legato alla loro riutilizzabilità, con visitatori abituali ed esposizioni multiple.

“L’engagement del pubblico è spesso uno degli obiettivi primari del content marketing. È incoraggiante, quindi, che circa due terzi dei nostri intervistati convengano che il coinvolgimento del pubblico è aumentato dal quando l’azienda ha iniziato ad usare icontenuti interattivi”, sottolineano i due autori della ricerca, Tim Walters, Senior Contributing Strategic Analyst CMI, e Robert Rose PH.D. e CMI Chief Strategy Officer. I due aggiungono che, tuttavia, secondo il sondaggio, lo scopo principale della distribuzione di contenuti interattivi resta, con un ampio margine, quello di ‘educare’ il pubblico di riferimento (75% delle risposte), seguito da tre obiettivi strettamente correlati: engagement (59%), lead generation (58%), e brand awareness (57%).

La ricerca di CMI dimostra che i marketers stanno ottenendo ottimi risultati di business attraverso i contenuti interattivi. Questo successo, secondo Walters e Rose, è da ricercarsi nelle radici stesse della rete: “Il web è stato appositamente costruito per permettere la comunicazione, lo scambio e l’interazione. Eppure, per anni, è rimasto una piattaforma di pubblicazione unidirezionale statica. I contenuti interattivi mettono l’inter-net al centro del web per la prima volta: è la vera identità del web che finalmente viene alla ribalta”.

I ricercatori sostengono anche che l’espansione dei siti-dialogo, cioè caratterizzati da una comunicazione a due vie, non più unidirezionale, sarà in grado di dare una visione più profonda di ciò che i consumatori cercano e desiderano. E’ la stessa differenza che passa tra il limitarsi a guardare i clienti che si aggirano in un negozio e l’avere con loro una conversazione per capirne le esigenze.

“Nella cosidetta ‘età del cliente‘, e con la crescente potenza economica dei giovani, cioè dei nativi digitali, le aspettative e le richieste dei potenziali consumatori sono aumentate e trasformeranno presto i contenuti interattivi in un imperativo per i brand. Molto semplicemente – chiosano i due – non è in discussione se le aziende devono utilizzarli o meno ma soltanto quando ci arriveranno”.

I punti chiave della ricerca sono riassunto in una una infografica interattiva dedicata.

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Fabio Carlini

Giornalista ed esperto in comunicazione, è affascinato dal variegato universo delle start-up del web, che è al centro, non di rado, dei suoi sforzi e delle sue velleità creative.

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