5 validi motivi per aprire un blog aziendale

Non si contano ormai gli esperti di comunicazione che sul web consigliano ad ogni impresa o startup di aprire un blog aziendale, con elenchi di benefici più o meno immediati che questo strumento può dare alle proprie strategia di presenza sul web.

Fin qui tutto bene. Il problema è che, spesso, abbracciare una tendenza con troppo entusiasmo, ma senza una vera visione d’insieme, porta un progetto editoriale al fallimento. Abbandonare dopo pochi mesi il blog perché non porta risultati immediati oppure usare questo strumento come una sorta di archivio di comunicati stampa sono gli errori più frequenti che si registrano.

In Italia da qualche anno si sta diffondendo la cultura del corporate blogging, ma solo tra le imprese più strutturate o tra quelle più vocate all’innovazione. Ma se parliamo di grossi numeri, i benefici del content marketing sono ancora sottovalutati dalla gran parte delle aziende, che derubricano il blog a poco più di una perdita di tempo.

Ma il content marketing va immaginato come un muscolo: più tempo trascorrerai in palestra e più continuità darai al tuo allenamento, più lo vedrai crescere in massa e resistenza allo sforzo.

Ponendo il caso che tu possa ritagliarti il tempo per un solo post a settimana, dopo un anno di attività continuativa il tuo blog potrà contare su ben 52 post. Niente male! Mentre i tuoi competitor magari avranno già gettato la spugna dopo 6 o 7 articoli. Ed inoltre anche Google si accorgerà della tua continuità, e anche i tuoi potenziali clienti!

Perché aprire un blog aziendale

Sul perché aprire il blog aziendale c’è da sempre una sola risposta: fare in modo che le persone giuste – ovvero i potenziali clienti – trovino il tuo sito web. Questa è la logica dell’inbound marketing. Il blog è lo strumento principale di questa strategia. Ma non è solo una faccenda di reperibilità sul web.

Il blog aziendale è un luogo privilegiato in cui hai l’opportunità di spiegare te stesso e la tua attività. Un po’ come faresti nella vita reale. Se avessi un negozio di vini e un tuo cliente ti chiedesse un consiglio su un abbinamento tu i inizieresti a parlare delle varie stagioni di vendemmia, dei vitigni migliori per certe pietanze, delle temperature a cui vanno serviti certi vini e così via. Oppure se avessi un negozio di fotografia e un cliente ti chiedesse come settare una fotocamera tu sapresti consigliarlo al meglio sulle ottiche, sulle impostazioni di scatto, sulla luce, perché hai esperienza nel settore. Stai certo che quel cliente tornerà da te una seconda volta. 

Vediamo insieme brevemente i 5 validi motivi per cui una strategia di blogging aziendale farà la differenza fra te e i tuoi concorrenti, e perché nel lungo periodo ciò potrà portare molti più benefici rispetto all’advertising tradizionale.

 

#1. È un dialogo sempre aperto

La mano di un anziano incontra quella di un bambino

A differenza del vecchio linguaggio pubblicitario, basato sulla persuasione e sull’unidirezionalità del messaggio, il blog per sua natura è un mezzo bidirezionale e aperto allo scambio. Non persuade ma spiega.

Può quindi rappresentare un mezzo efficace per effettuare un test con i clienti in fase di lancio di un nuovo prodotto/servizio oppure per avere dei feed-back sul suo funzionamento. Oppure per seguire passo passo il potenziale cliente con contenuti legati al tuo settore di riferimento. Basta citare il caso di 6sicuro.it, che ogni giorno con i suoi post risponde a tutte le possibili domande sulle assicurazioni per auto, e non solo.

Un altro scopo è usarlo come strumento per coinvolgere i clienti dopo la fase di acquisto, e renderli più partecipi del prodotto/servizio che hanno acquistato. Mai sottovalutare questo passaggio, infatti un cliente di fronte a una alternativa può scegliere non in base al prezzo, ma alla persona che lo sta gestendo e alla percezione di un valore differenziale che potrebbe ricevere dopo l’acquisto.

 

#2. È la tua casa

Un

Ogni giorno sarai abituato a dare in pasto ai social network contenuti, anche di valore, ma oltre ad avere un ritorno d’immagine per la azienda, fondamentalmente stai portando traffico ad una piattaforma che non possiedi.

Non è detto che Facebook o LinkedIn esisteranno per sempre, quindi basare una strategia di content marketing sul TUO blog aziendale non ti farà mai perdere il controllo sui contenuti che tanto faticosamente hai tirato su.

Possedere uno strumento ti dà anche la facoltà di personalizzarlo secondo la tua personale visione. Dove piazzare le landing page, quali “call to action” usare, stabilire la tua linea editoriale, etc.

Il blog aziendale è quello ti permetterà di fare lead generation, trasformando un lettore in prospect e il prospect in lead, il tutto senza intermediari.

 

#3. È la tua storia

Una macchina da scrivere dove un foglio riporta la scritta "what's your story"

Un blog aziendale non è solo una vetrina per prodotti o servizi. Deve anche dire qualcosa del brand, dei suoi valori, del perché è diverso da tutti gli altri. Questo influisce anche nel valore percepito del bene o servizio che l’impresa ha messo sul mercato.

La connotazione autobiografica è una delle caratteristiche distintive di un blog, sin da quando hanno fatto la loro comparsa. Quando in Italia c’erano piattaforme come Splinder, il blogger tipo era quello che lo usava come un diario personale.

Nel caso di un blog aziendale, raccontarsi crea una forte percezione di “umanità” dietro il brand, ne alimenta l’affidabilità.

Le persone amano le storie, perché le storie sanno emozionare. E le emozioni son quelle che rendono un contenuto memorabile. Inoltre, l’uomo ha cominciato ad apprendere e tramandare informazioni proprio raccontando storie. Il concetto di storytelling è nato nelle caverne, quando l’uomo per la prima volta ha deciso di dipingere l’impronta della sua mano per dire “io sono stato qui!”.

Un blog di contenuti in grado di emozionare positivamente il lettore migliora la percezione di un’azienda e di un professionista.

 

#4. È la tua vetrina

Una foto che ritrae un negozio pieno di insegne vintage

Immaginati cosa significhi aprire un negozio di scarpe in una periferia, dove nel week-end non passeggia nessuno, e nessuno si trova a passare se non per il semplice fatto che abiti lì. Ai tempi del retail 1.0 quest’operazione commerciabile era destinata quasi certamente al fallimento.

Con il web funziona così: tu apri il tuo sito e parti da una posizione estremamente periferica. Google non sa chi sei, i tuoi potenziali clienti non sanno della tua esistenza. Le questioni sono due: o ti siedi ad aspettare che qualcuno entri nel tuo sito, mosso dal caso e da altre insondabili ragioni, oppure fai in modo che Google ti conduca via via dalla periferia più scalcagnata ai quartieri alti della città, dove le probabilità che qualcuno ti trovi sono ben più alte.

Per far questo servono: 

  1. Aggiornamenti costanti del tuo blog aziendale;
  2. Un piano editoriale che proponga contenuti di qualità;
  3. Ottimizzazione SEO (on-page e off-page);
  4. Link building.

Senza un blog a supporto scalare le classifiche dei motori di ricerca è quasi impossibile. Gli algoritmi di Google amano i contenuti, soprattutto se sono di qualità.

Chiariamo anche cosa sono questi contenuti di qualità o di valore di cui spesso parlano i marketers. Ma che significa di qualità? Fondamentalmente non sono altro che contenuti interessanti per un pubblico interessato. Se parli di filosofia greca in un blog di un’azienda di pneumatici non è un contenuto di qualità. Il focus deve sempre essere in-target.

Non ultimo, un blog inoltre ti permette di misurare ed analizzare il pubblico che sei riuscito ad intercettare, dai dati demografici alle abitudini di navigazione, sino al tasso di conversioni. Questi dati sono come dei fari nella notte perché ci dicono in tempo reale se la nostra strategia sta pagando oppure no.

 

#5. È la tua community

Una stretta di mano tra uomini d'affari davanti ad una tazza di caffè

Molti sottovalutano questo aspetto nell’avvento del digitale: ovvero quello di creare relazioni.

Basta la fiducia che hai ricevuto con il primo acquisto? Basta avere un prezzo sempre più basso degli altri? Assolutamente no, non basta!

Il blog si avvicina molto ai social media per la natura relazionale che pone in essere. Rispondere ai commenti, ai feedback, rilanciare argomenti di interesse per il tuo pubblico crea una sorta di fuoco in cui ritrovarsi ogni sera a dialogare. Uno scambio che nel lungo periodo paga moltissimo, perché pone le basi dell’autorevolezza della tua azienda nel tuo settore. 

Non si tratta soltanto di parlare di quali benefici un cliente può trarre dal tuo prodotto o servizio, ma di creare le condizioni perché accordi al tuo brand la sua fiducia nel lasso di tempo più lungo possibile. E questo si fa risolvendo problemi, rispondendo a delle domande, dando contributi che siano, in ultima istanza, utili. 

Buoni contenuti sul blog significano anche buoni post sui tuoi canali social. Gli utenti avranno materiale valido da twittare, likare, condividere e i benefici torneranno ad essere quelli che ho descritto prima, ovvero più traffico, miglior ranking su Google, maggior riconoscibilità della brand identity, ecc.

Se hai un blog aziendale, e ritieni che una forte presenza online potrebbe giovare alla tua attività, avrei piacere di sapere cosa ne pensi, magari lasciando un commento qui sotto. Se non hai un blog sono ugualmente interessato alla tua esperienza.

 

Profile photo of Giuseppe Flavio Pagano
Giuseppe Flavio Pagano

2
Lascia un commento

avatar
1 Comment threads
1 Thread replies
0 Followers
 
Most reacted comment
Hottest comment thread
2 Comment authors
Giuseppe Flavio Paganoveronica barea Recent comment authors
più nuovi più vecchi
veronica barea
Ospite
veronica barea

Ciao! Complimenti per l’articolo, interessante ed utile! Non ho un blog ma mi piacerebbe aprirne uno, sto studiando la cosa 🙂 Attualmente sono una stagista presso un tour operator di roma (jambo group), quindi se resterò qui ne aprirò uno aziendale; altrimenti si vedrà! Grazie per i consigli e suggerimenti!