Come si fa un live tweeting efficace, anche ascoltando La Traviata

Esiste una vetrina formidabile per le aziende, le startup ed i professionisti: gli eventi di settore. Il networking in queste occasioni non passa solo dall’incontro fisico ma anche dalle interazioni sui social. In particolare il live tweeting, ovvero raccontare a colpi di tweet ciò che in tempo reale accade, è uno dei metodi più efficaci per far notare il tuo brand anche senza parlare sul palco dei relatori.

Il potenziale di fuoco è enorme, anche se hai aperto l’account Twitter il giorno prima e puoi contare solo su 20 followers. Più la risonanza dell’evento cresce, più crescono in qualità le interazioni, più si fanno alte le possibilità di ottenere l’attenzione di chi ancora non ci conosce.

Ma come si fa un live tweeting efficace? Ovvero, come si fa a raccontare a chi non ha la possibilità di essere fisicamente all’evento le proprie impressioni, la successione degli interventi, l’atmosfera che si genera in un particolare appuntamento?

Non ci sono regole fisse, ma sicuramente posso darti alcune dritte che ho appreso sul campo, partecipando a numerosi festival ed incontri che prevedevano degli hashtag ufficiali, e una platea sufficientemente numerosa per innescare un dibattito in 140 caratteri.

Perché fare live tweeting?

Sempre più spesso chi organizza un evento, soprattutto se legato al digital, prevede l’adozione di un hashtag ufficiale. Talvolta esiste anche un wall dove i vari cinguettii legati alla manifestazione vengono mostrati alla platea (anche se sono più una fonte di distrazione che altro).

La tentazione di buttarsi nella mischia è fortissima. Ma è l’obiettivo ciò che permette di fare la differenza tra un live tweeting fatto bene, da uno fatto tanto per seguire il gregge.

Bisogna aver chiari gli scopi di questa attività. I principali possono essere: acquisire un seguito più in target, fare networking, e far emergere le nostre capacità di narrazione/riflessione sull’evento in corso.

Se lo facciamo solo per collezionare qualche retweet, non vale neanche la pena consumare la batteria del telefono.

La lezione del content marketing e dello storytelling

Come fare dei tweet che non passino inosservati nel flusso? Qui bisogna essere un po’ scafati, e applicare un po’ di lezioni che ci arrivano dal content marketing.

Nel content marketing, come saprete, alla lunga vincono i contenuti interessanti per un pubblico interessato. Nel live tweeting funziona più o meno allo stesso modo. Il contenuto – seppur nella sua brevità – deve aggiungere qualcosa in più.

I contributi fotografici e video funzionano alla grande, questa è un’evidenza che ho riscontrato sin dalle prime volte che ho usato questo strumento durante eventi. Puoi sfruttarli per taggare i relatori o eventuali amici che vuoi coinvolgere nel flusso.

Chiaramente vanno accompagnati a contenuti testuali che non siano banali tipo: “Prende la parola @tizio”, “Sale sul palco @caio”. Meglio dare qualcosa in più, come “Se parliamo di sentimenti e melodramma non potevamo non ascoltare l’opinione di @giuseppeverdi” (è solo un esempio, poi vi dico perché ho chiamato in causa Verdi).

Foto di gruppo del Social media team dello IUSVE di Verona
Social media team dello IUSVE di Verona

Vanno bene le citazioni, meglio se stringate però. E quando retweetti qualcuno, aggiungi qualcosa di tuo sull’argomento di cui si sta parlando: un’opinione, una critica, un’osservazione. Meglio ancora se questi tweet innescano una conversazione a più voci. Quello è il campo in cui puoi far emergere la tua visione!

Risultano coinvolgenti i tweet che hanno una struttura narrativa, dove c’è un prima, un durante e un dopo. Un evento raccontato sin dal treno che prendete per arrivare sul luogo dell’appuntamento è qualcosa che riesce a toccare più facilmente sia le corde di chi è a casa, sia chi è presente.

Anche i momenti di pausa meritano attenzione, e lo stesso anche le considerazioni personali sul post-evento. E se hai conosciuto qualcuno d’interessante vicino a te, coinvolgilo nella tua narrazione. Anche i tanto vituperati selfie servono ad umanizzare la narrazione. Insomma: fai storytelling.

Un altro consiglio che posso darti è di avere la mano lesta nel recuperare gif nella Rete che possano tornarti utili per esprimere visivamente una situazione o un’emozione. Anche una gif di Tina Cipollari in una convention di agenzie immobiliari riesce a spezzare una sequenza altrimenti noiosa di tweet su dati e previsioni.

Le gif hanno un impatto formidabile, ed è facile che creino viralità. Lo sanno bene gli studenti dell’IUSVE di Verona: ogni volta che sono invitati ad un evento creano un traino davvero brillante con il loro live tweeting, ormai riconoscibile per freschezza e tono di voce.

Una Traviata val bene un live tweeting

Scena sul palco con La Traviata di Verdi
La Traviata, regia di Alfredo Corno, andata in scena nel Luglio 2016 a Palazzo Pitti

In diverse occasioni ho avuto la possibilità di partecipare ad un progetto innovativo messo in atto dal Maggio Musicale Fiorentino. Raccontare attraverso i tweet lo svolgimento di un’opera lirica. La cosa non è semplice: significa tradurre un linguaggio antico in un contesto completamente inedito.

Il progetto #NeverlandOF del Teatro dell’Opera di Firenze, già attivo da un paio d’anni, durante le prime della stagione lirica crea un’isola virtuale con rete wi-fi e 10 posti riservati per twittare pensieri e foto durante lo spettacolo. Sono coinvolti spettatori ed appassionati che hanno dimestichezza con il linguaggio dei socialmedia, non necessariamente musicologi o cantanti.

Si crea così una situazione unica, in cui viene portata fuori dal teatro la narrazione di qualcosa che avviene sulle scene, tenendo insieme la narrazione prima e durante l’opera, lo spunto personale, il valore dello spettacolo e dei suoi interpreti.

Mi son trovato così a partecipare a La Traviata, nel cortile di Palazzo Pitti, con un occhio sul palco e uno su Twitter. Inutile dire il grande ritorno d’immagine che ha avuto sia la stagione del Maggio Musicale, che il genere “opera lirica” in sé. Quello che è un linguaggio della società ottocentesca, legato tuttavia a sentimenti e passioni universali, è stato tradotto e reso accessibile anche ad un pubblico più contemporaneo. 

Questa alla fine è la sfida a cui sono chiamati i promotori di eventi. Cioè portare un festival, una conferenza, una convention fuori dal luogo in cui si trova, creare una risonanza che va oltre il giorno di chiusura dei lavori, e trovare dei narratori pronti a tradurre e personalizzare quei contenuti. Per questo il live tweeting è uno strumento ancora molto utile.

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Giuseppe Flavio Pagano

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